Moscati, un uomo tra fede e scienza

Piazza del Gesù Nuovo, Piazza del Gesù Nuovo, Napoli, NA, Italia
Accessibilità ai diversamente abili
€ 12 per persona
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Prenotazione obbligatoria, posti limitati

L’itinerario, condotto dalla guida Matteo Borriello, termina presso il Museo delle Arti Sanitarie e Farmacia Storica degli Incurabili, dove saranno i medici volontari dell’Associazione ” Il faro d’Ippocrate “a condurre gli ospiti negli ambienti in cui operò il Medico Santo. Testi e regia sono a cura di Febo Quercia, interpretati da Raffaele Ausiello, Peppe Romano e Katia Tannoia.

L’itinerario teatralizzato vuole rievocare la figura di un grande uomo di scienza e carità, che ha dedicato l’intera esistenza alla cura disinteressata dei poveri e alla ricerca scientifica. La dedizione nella cura dei degenti non tolse tempo allo studio e alla ricerca medica, che Moscati portò avanti attuando un concreto equilibrio fra scienza e fede cattolica. Nel corso dell’evento, si intende mettere in luce i luoghi entro cui Moscati realizzò questi due fuochi della sua esistenza. Partendo dalla chiesa del Gesù Nuovo, dove si trova la cappella della Visitazione in cui si celebra il culto di San Giuseppe Moscati, il percorso volgerà poi verso la zona delle cliniche universitarie, costruite all’inizio del Novecento, per poi sbucare in vico San Paolo — zona del fondaco —, che fu focolaio di colera, spesso visitato dallo stesso Moscati. Attraverso via dell’Anticaglia si giungerà infine al Museo delle Arti Sanitarie, dove sono in esposizione antichi ferri chirurgici, strumenti medici d’epoca come microscopi e clisteri, farmacie portatili, macchine anatomiche del Settecento in cartapesta, oggetti scientifici esposti come se fossero opere d’arte nei luoghi in cui si fondò la Scuola Medica Napoletana.

Fede e scienza saranno al centro di un evento che renderà omaggio ad uno dei santi più amati e venerati al mondo. A soli 46 anni, dopo un improvviso malore, Giuseppe Moscati morì sulla poltrona di casa. È il 12 aprile 1927: “Oggi Napoli ha perduto un grande medico, ma i poveri hanno perso tutto”, così viene comunicata la notizia della morte di un medico destinato ad essere ricordato per l’eternità. Il 16 novembre del 1930 i suoi resti furono traslati dal Cimitero di Poggioreale alla Chiesa del Gesù Nuovo, racchiusi in un’urna bronzea, ad opera dello scultore Amedeo Garufi. Era il 16 novembre del 1975, quando ci fu la beatificazione in Piazza San Pietro ad opera del pontefice Paolo IV. Una data che ricorre per ricordare l’umanità e la carità di un uomo comune diventato santo.

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Complesso degli Incurabili

Il luogo più bello dell’incontro tra scienza e arte è certamente la Farmacia storica negli Incurabili, che è anche la parte più mirabile e meglio conservata dell’antico ospedale del Reame. Insuperato capolavoro del barocco-roccocò, è al tempo stesso efficiente laboratorio del farmaco ed intrigante luogo di rappresentanza per l’élite scientifica dell’Illuminismo napoletano. La successione delle sale: controspezieria, sala grande, laboratori; mostra un rigoroso controllo degli spazi connesso all’efficienza di una moderna farmacia insieme ad una sapiente armonia costruita dai rimandi di colore dalle “riggiole” alle maioliche, dagli stigli agli intagli dorati. Domenico Antonio Vaccaro nel 1729 eseguì i disegni per la nuova Fabbrica dovrà farsi per l’allargamento dell’ospedale di questa Santa Casa . L’elegante doppio scalone in piperno della farmacia, che si affaccia sul cortile come quello di una villa particolare che si affaccia in giardino (così sostenne Roberto Pane), avvolge il bronzo raffigurante Maria Lorenza Longo. Le rampe conducono alla Loggia impreziosita da portali marmorei sormontati da vasi e mascheroni diabolici simboleggianti la doppia natura del farmaco: da un lato guarisce, dall’altro può divenire veleno.

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