Due “Ferdinandi” alla Corte dei Borbone

Real Sito di Carditello (Reggia di Carditello), Via Carditello, San Tammaro, CE, Italia
Accessibilità ai diversamente abili
€ 12 per persona
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Prenotazione obbligatoria, fino a termine  disponibilità

Lo spettacolo vede in scena gli attori in abiti storici per una vera e propria rievocazione storica di un giorno alla corte dei Borbone. Gli spettatori, immersi nelle atmosfere settecentesche, saranno condotti nell’antica residenza alla riscoperta di vicende e leggende legate alla vita del sovrano più discusso della storia del regno: Ferdinando IV di Borbone.

La figura del Re nasone, terzogenito di Carlo III di Borbone, chiamato anche ‘o Re piccirillo, per esser salito al trono all’età di otto anni, è raccontata attraverso i suoi vizi, le “scappatelle”, l’ amore per la caccia e per il popolo, la sua gente, alla quale amava mischiarsi, travestendosi. Atteggiamenti che fecero molto parlare di lui, durante il suo lunghissimo regno, caratterizzato dalla presenza di diversi uomini politici che circondarono la corte, dai rapporti con i familiari e dalle turbinose vicende internazionali che spesso minacciarono direttamente o indirettamente la stessa esistenza del Regno e del sovrano. Una condotta di vita, quella di Ferdinando IV, in contrasto con il carattere della sua sposa, Maria Carolina d’Austria, diversa da lui, ma comunque dal temperamento forte che le permise d’ imporsi nelle scelte politiche del marito.
Nel percorso teatralizzato il pubblico rivivrà una giornata in compagnia di Ferdinando IV e della sua corte. Ma cosa accadrebbe se, per un equivoco o per un volontario atto di emulazione, tra i saloni della residenza d’epoca, si trovassero l’uno di fronte all’altro due sovrani, due “Ferdinandi” IV di Borbone? I dignitari, i familiari e il popolo, come potrebbero riconoscere il vero Re?

Trascorrendo un momento di divertimento grazie al format della visita guidata teatralizzata, NarteA offre l’occasione di visitare luoghi d’inestimabile valore e fascino, dove la cultura, l’arte e la storia sono protagoniste e risorse fondamentali per lo sviluppo dell’individuo, della società e del territorio.

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Villa Bruno - San Giorgio a Cremano

Villa Bruno è una villa vesuviana sita in via Cavalli di Bronzo a San Giorgio a Cremano (Napoli). Da molto tempo è il centro culturale della cittadina, ospitando concerti, manifestazioni ed il premio Troisi, dedicato ai giovani comici. Ospita inoltre molti uffici comunali ed è sede di varie associazioni. Dal 2002 è anche sede della biblioteca comunale, sulla base di una cospicua donazione fatta dal cav. Giacinto Fioretti, che ne ha anche curato la sistemazione. È quindi conosciuta come "Palazzo della Cultura Vesuviana". La villa fu proprietà dapprima della famiglia Monteleone, e successivamente della famiglia Lieto. Durante il periodo in cui i Lieto furono i tenutari dell'edificio, esso ospitò a più riprese per le vacanze il Cardinale Luigi Ruffo Scilla, Arcivescovo di Napoli nonché parente del famoso cardinale sanfedista Fabrizio Ruffo. A partire dal 1816 la villa ospitò la fonderia Righetti, nella quale avvenne la fusione dei cavalli delle due monumentali statue equestri raffiguranti Carlo di Borbone (futuro Re Carlo III di Spagna) e Ferdinando I delle Due Sicilie (già Ferdinando IV di Borbone), le quali furono poste nel 1829 in piazza del Plebiscito a Napoli. Nelle fonderie avvenne inoltre la fusione del monumento in bronzo a Pulcinella, che oggi adorna il cortile principale della Villa. Originario di Roma, Francesco Righetti era il fonditore di fiducia dello scultore Antonio Canova, che era commissionario delle due sculture. L'artista passò molto tempo a Napoli nel periodo di realizzazione delle opere, e grazie alla sua influenza e notorietà riuscì a far localizzare l'impianto industriale a S. Giorgio nonostante le proteste dei numerosi nobili che abitavano nelle vicinanze.

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